Fondazione CR Asti: precisazioni del Presidente Livio Negro in merito alle dichiarazioni dell’AD di CR Asti, Dottor Demartini
Asti, 19 dicembre 2025 – A seguito dell’articolo pubblicato in data 17 dicembre 2025 su Milano Finanza “CariAsti, l’ad Demartini si schiera contro la vendita”, relativo alle prospettive della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. e ai rapporti tra la Banca e la Fondazione azionista, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Livio Negro, ritiene opportuno fornire alcune puntualizzazioni alle affermazioni dell’AD, Dott. Demartini, a tutela della corretta e trasparente informazione.
In primo luogo, nell’articolo si fa riferimento all’esistenza di un “patto di sindacato”. Al riguardo, la Fondazione CR Asti precisa che non esiste alcun patto di sindacato in essere. Probabilmente il Dott. Demartini fa riferimento ad una comunicazione congiunta datata 12 novembre 2024 in cui si condivideva la visione della Banca quale banca di prossimità. Cosa ben diversa da un patto di sindacato.
Con riferimento all’ipotesi di una riduzione della partecipazione della Fondazione nella Cassa di Risparmio di Asti, eventualmente mediante l’ingresso di un socio locale, il Presidente Negro precisa che eventuali valutazioni in merito all’individuazione di partner industriali competono ai soci e non all’Amministratore Delegato, al quale spetta invece la gestione operativa della Banca. A tale proposito, il Presidente evidenzia come lo scenario ipotizzato dal Dott. Demartini presenti rilevanti criticità sotto il profilo della governance e della tutela del valore della partecipazione.
Una cessione parziale della quota detenuta dalla Fondazione, con conseguente riduzione al di sotto della soglia del 30%, risulterebbe infatti fortemente penalizzante per la Fondazione stessa. La perdita della rilevanza strategica della partecipazione comporterebbe il venir meno della possibilità di esprimere la maggioranza del Consiglio di Amministrazione e di esercitare un effettivo ruolo di indirizzo nelle scelte strategiche dell’istituto, determinando al contempo una svalutazione della partecipazione residua, privata della sua centralità strategica.
Verrebbe dunque meno il presidio della governance e, con esso, il controllo dell’identità della Cassa di Risparmio di Asti quale banca del territorio, intesa come istituto radicato nel contesto economico e sociale locale, capace di orientare le proprie scelte a sostegno delle famiglie, delle imprese e delle comunità di riferimento, in coerenza con la missione istituzionale della Fondazione.
Anche per un eventuale acquirente di una porzione della quota oggi detenuta dalla Fondazione, l’operazione risulterebbe priva di reali benefici strategici, non consentendo l’acquisizione di alcun premio di maggioranza né il controllo dell’istituto, con conseguenti limiti in termini di valorizzazione dell’investimento.
Il Presidente Negro coglie inoltre l’occasione per confermare l’incarico conferito a Spencer Stuart, primaria società internazionale specializzata in governance e leadership, per supportare l’Ente nel processo di individuazione dei candidati per il rinnovo dell’Amministratore Delegato e del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti, il cui mandato giungerà a scadenza nell’aprile 2026, in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025.

